Giovedì, 28 Aprile 2016 21:27

Chiesa di San Martino Vescovo a Cerreto Sannita (Bn)

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Facciata principale Facciata principale Photo: Angelo Calzo

Percorsi tra Storia & Cultura...

Un saluto a tutti gli amici e followers di CampaniaChe…ti passa, oggi vi vogliamo far conoscere una delle chiese più importanti ed antiche di Cerreto Sannita. La Chiesa di San Martino Vescovo fu citata per la prima volta all’interno di un diploma, datato 22 Aprile 972.

A cavallo fra il XV e il XVI secolo, la Chiesa venne descritta come simile ad una “casa diruta”, avente una copertura di piccoli legni, ma nonostante venisse denominata così, essa era una delle 6 parrocchie di Cerreto antica, ed era curata da un arciprete che celebrava quotidianamente la messa per i propri fedeli.


Rasa al suolo, dopo il terremoto del 5 Giugno 1688 fu ricostruita al centro del nuovo tessuto urbanistico, voluta dal conte Marzio Carafa e da suo fratello Marino, grazie ai fondi messi a disposizione, dell’universitas, dalla confraternita del Santissimo Corpo di Cristo e dai feudatari.
La collegiata è caratterizzata dalla scalinata esterna, che si divide in 4 rami, con i suoi 2.000mq di superfice 58.50 metri di lunghezza 32.40 di larghezza e 25 di altezza essa infatti è la chiesa più ampia della diocesi di Cerreto Sannita-Telese – Sant’Agata Dei Goti.
Al suo interno sono conservati dipinti del XVIII secolo, e molte statue di un elevato valore, e anche il bellissimo pavimento di ceramica cerretese antica, e un organo ottocentesco in cassa barocca.
Una delle caratteristiche importanti della chiesa antica, sono gli altari, infatti oltre ad averne uno Maggiore ne aveva altri 20 distribuiti in cappelle, una curiosità molto importante è che al lato dell’altare maggiore, il 5 Maggio 1596, durante una solenne cerimonia vennero deposte le reliquie di diversi Santi che provenivano, dalla cattedrale della Santa Croce di Telese.

Le cappelle di questa chiesa così caratteristica erano ben tre: Cappella della Santa Croce, Cappella di Santa Caterina e la Cappella di Santa Maria della Pietà. Inoltre di fantastica bellezza era il soffitto della navata centrale decorata, con foglie d’oro.

Il 5 giugno del 1688 un terribile terremoto rase al suolo Cerreto antica e la collegiata, fu un giorno tremendo e impresso nella memoria dei cittadini Cerretesi.

Il periodo della ricostruzione

Dopo il tremendo terremoto, si decise di ricostruire la cittadina di Cerreto più a valle, questo progetto fu preso a cuore da: Marzio Carafa e suo fratello Marino Carafa. Ma fu possibile la ricostruzione anche grazie ad una cospicua donazione di 207 ducati, da parte di Marino Carafa, il cantiere proseguì molto speditamente tanto che dopo pochi mesi i muratori, consegnarono un primo ambiente, questo vano venne chiamata, chiesa nuova ed il 21 Luglio del 1689, venne celebrata la prima messa. Nel 1696 fu completato, il transetto che chiuso ai lati da pareti provvisorie funse, da chiesa fino al 1733.

Il 4 febbraio 1719, venne stipulato il contratto finale di appalto dei lavori fra, il cerretese Andrea Salvatore, e gli economi della Confraternita del Santissimo Corpo di Cristo. Andrea Salvatore, si impegnava entro il termine di tre anni, a perfezionare tutta la chiesa collegiata e ad eseguire tutti i lavori che riguardavano l’interno della chiesa come gli intonaci della navata centrale, delle tre cappelle ed il pavimento. Gli economi in cambio di tutto ciò si impegnarono a concedere a Salvatore, per 10 anni la masseria di pecora di proprietà della confraternita.
Nel 1733 gli economi, bandirono una gara di appalto per l’esecuzione delle 4 scalinate di accesso dovevano essere, realizzate secondo il progetto redatto dal regio ingegnere Bartolone Tritta. La gara fu vinta dal maestro scalpellino Antonio Di Lella che offrì 250 ducati.
Nel 1733 furono in fine realizzati, presbiterio, abside, coro e sagrestia.
Nel 1761 gli economi della Confraternita del Santissimo Corpo di Cristo, affidarono al maestro Giovan Battista Borelli l’esecuzione delle decorazioni.
Uno dei più importanti dipinti che il maestro raffigurò sono una raffigurazione di San Martino a Cavallo, situato nella parte superiore della facciata.
Nella prima guerra mondiale la chiesa ospitò, circa duemila uomini del reggimento fanteria delle brigate di Siena. Dopo il terremoto dell’Irpinia 1980, la collegiata fu oggetto di un lungo restauro, nel 2009 un altro intervento fu attuato, per il ripristino dei colori originali del transetto, della cupola e dell’abside e della quinta cappella.

Piazza San Martino Cerreto Sannita

Oggi la Chiesa di San Martino Vescovo, in perfetto stato di restauro, domina l’omonima piazza (foto in alto concessa da APTC), essa è posizionata nel mezzo del centro storico, di Cerreto Sannita, difronte al palazzo del Genio e delle ex Carceri Feudali.
Oggi la chiesa ha una facciata molto ampia da togliere il fiato è alta 25 metri, il campanile si affaccia su corso d’ Andrea, ed è accessibile da una parte sita nel transetto destro della chiesa.
L’interno è amplio è luminoso, la navata centrale è stata realizzata intorno l 1720.

La navata sinistra è costituita da 6 Cappelle:

  • Cappella, essa originariamente era dedicata, a Santa Apollonia ora dedicata alla Madonna di Pompei
  • Cappella, sull’altare troviamo la statua della Madonna Immacolata
  • Cappella. È dedicato grazie ad una raffigurazione a San’ Andrea Avellino
  • Cappella, dedicata alla Madonna della Purità
  • Cappella, dedicata alla Madonna Del Rosario
  • Cappella del Santissimo Sacramento

 

La navata destra è costituita da altre 6 Cappelle quali:

  • Cappella ove si trova la fonte battesimale
  • Cappella dedicata a Santa Rita
  • Cappella dedicata a Gesù Crocifisso
  • Cappella fu voluta dalle “monache bizoche” o “monache di casa” e la dedicarono a Santa Lucia.
  • Cappella fu dedicata a San Bigio, la statua che lo raffigura infatti è oggetto di profonda devozione.
  • Cappella è quella della Madonna Addolorata la cappella ospita il sacrario ai caduti cerretesi di tutte le guerre.

 

Nel Transetto vi è situato l’altare della pietà o di Santa Maria del Soccorso, poi vi è la sacrestia, essa fu iniziata nel 1734 al suo interno sono conservate, sculture e tele del 700. Il Presbiterio, esso fu iniziato nel 1730 al suo interno vi è il grande dipinto che raffigura, la Gloria di San Martino, ed infine l’organo in stile barocco.

Fonte: APTC | wikipedia

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Letto 2844 volte Ultima modifica il Lunedì, 16 Maggio 2016 20:37
Giusy Narducci

Amministratrice di una società di noleggio autobus, viaggi e gran turismo. Blogger freelance Campana per passione. Ama viaggiare per scoprire posti nuovi, la sua passione più grande è quella di cucinare. Il suo piatto preferito le lasagne e il suo prodotto tipico preferito è la pizza.

giusynarducci.wordpress.com