prodotti e piatti tipici di Napoli

prodotti e piatti tipici di Napoli (32)

Venerdì, 24 Novembre 2017 09:57

Il raffiolo

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Nella tradizione culinaria, specialmente quando si parla di dolci, spesso si ha a che fare con creazioni dalla storia secolare, contraddistinta da vincenti intuizioni e gustose influenze da varie tradizioni. Il raffi(u)olo a cassata è uno dei più golosi dolci del periodo natalizio in territorio partenopeo e la sua genesi è proprio un miscuglio di caratteristiche che uniscono il Nord e il Sud dell'Italia. 


Il raffiolo è un dolce dalla particolare forma ellittica, formato da due dischi simili al Pan di Spagna: un primo disco è alla base, viene rigorosamente bagnato e al centro c'è una golosa crema di ricotta e zucchero con gocce di cioccolato, che non si presenta come semplice strato ma cresce in altezza. Arriva poi il secondo disco, sul quale si appoggia solitamente un rettangolino di zucchero di colore verde e il tutto viene ricoperto con una glassa bianca. Come molti dolci tipici, anche il raffiolo napoletano si presenta da anni con delle innovazioni e la proposta più golosa e diffusa è sicuramente il raffiolo al cioccolato: l'interno fisicamente è uguale, ma la crema di ricotta è al cioccolato e la copertura è uno strato di cioccolato che si presenta più compatto rispetto alla morbidezza della classica glassa bianca.

Per comprendere come è nato il raffiolo è necessario ricollegarsi alle leggende che vengono tramandante da tanto tempo, ma una su tutte afferma che questo dolce sarebbe nato grazie a un'idea delle monache benedettine del Convento di San Gregorio Armeno. Intorno al Settecento, infatti, le monache erano affascinate da una tradizione di origine nordica, vale a dire i ravioli di pasta fresca imbottiti, e crearono i cosiddetti 'ravioli dolci'. Da lì in poi il dolce ha subito delle trasformazioni fino ad essere la bontà che possiamo assaggiare oggi e che da alcuni anni è visibile nei banconi delle pasticcerie già dal mese di novembre. A conferma di tale leggenda c'è proprio il nome del dolce poiché 'raffiuolo', infatti, deriverebbe dalla parola 'raviolo'.

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Giovedì, 23 Novembre 2017 19:35

La cassata napoletana

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Più semplice e più leggera: in un primo momento potrebbe essere questo il commento a caldo di chi vuole paragonare la cassata napoletana con quella siciliana. Eppure, non c’è alcun bisogno di fare paragoni: in verità sono due cose distinte, sicuramente con le loro uguaglianze ma soprattutto con le loro differenze, strettamente collegate ma anche con una propria gustosa unicità.

Martedì, 19 Luglio 2016 21:38

Il panuozzo di Gragnano

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Ciao cari amici enogastronauti e à followers di campaniache, oggi vi porto alla scoperta di un prodotto tipico campano, il famosissimo Panuozzo. Una bontà infinita. Allora vediamo le sue origini.
Il Panuozzo, o meglio conosciuto da noi tutti campani come 'o panuozz', è un prodotto alimentare tradizionale della Regione Campania, commercializzata in modo particolare nelle pizzerie di Gragnano, e dei Monti Lattari.
Il panuozzo ha la forma di un grande panino, tipo saltimbocca, realizzato con lo stesso impasto della pizza.

Domenica, 26 Giugno 2016 15:13

Limone di Sorrento IGP

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Cari amici #enogastronauti e follower di CampaniaChe, ben ritrovati. Oggi vi accompagniamo a conoscere il “re” della ricca produzione ortofrutticola della Penisola Sorrentina. Sua maestà il Limone di Sorrento, famoso in tutto il mondo… e stiamo per spiegarvi il perché!

Cenni storici...

La presenza di limoni, in generale, nell’area del Golfo di Napoli viene fatta risalire ai Romani. Diversi affreschi e mosaici presenti nelle ville di Pompei ed Ercolano testimoniano come questo frutto fosse già molto diffuso all’epoca e largamente utilizzato dai nostri avi. Probabilmente si trattava proprio di un antenato genetico dell’attuale Limone di Sorrento IGP in quanto nelle rappresentazioni citate prima esso si presentava in una forma molto simile all’attuale.

Martedì, 14 Giugno 2016 19:28

Limone di Amalfi IGP

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Oggi voglio compiere con voi un nuovo straordinario viaggio alla scoperta di un altro tipico limone della nostra terra partenompea. Il limone di Amalfi IGP e dell'intera costa sita a sud di Salerno. Costa che prende il nome proprio dalla città di Amalfi non solo per la sua posizione centrale ma anche per una questione prettamente storica.

Questo limone non solo ha delle peculiarità tutte da scoprire ma possiede un nome identificativo che lo contraddistingue e lo denota in tutto il mondo, il limone sfusato, proprio per la sua forma allungata. Non solo la forma ma anche il colore lo caratterizza, un giallo chiaro che rende queste terre così luminose e affascinanti. Un connubio tra natura e storia che rapisce e fa sognare. Inoltre il suo succo nè aspro nè dolce e il suo esaltante profumo lo hanno portato nelle nostre cucine per l'utilizzo di svariete pietanze. 

Sabato, 04 Giugno 2016 17:04

Limone di Procida

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Il limone di Procida unico nel suo genere, è diventato col tempo sempre più il prodotto rappresentativo di una delle isole più suggestive della Campania.

La sua unicità è data dalla sua forma e dal suo gusto. Si tratta di un limone molto più grande rispetto ad altri presenti nel resto d’Italia e nel mondo, e il suo sapore si differenzia per la sua immensa dolcezza. Tali caratteristiche che rendono il limone di Procida così particolare sono dovute al microclima dell’isola e ai suoi terreni vulcanici.

Lunedì, 26 Ottobre 2015 16:08

Il Fagiolo Mustacciello

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Il fagiolo mustacciello viene coltivato in tutta la Regione Campania, ma prevalentemente nell'area di San'Antonio Abate, in consociazione con il Pomodoro San Marzano, di cui utilizza i sostegni. La maturazione avviene alla fine di ottobre (stato ceroso) e fino alla fine di novembre (prodotto secco). Il nome del fagiolo mustacciello deriva dalla cerchiatura nera a forma di baffo che contraddistingue questo legume.

Domenica, 16 Agosto 2015 16:08

Il Pomodoro di Sorrento

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Il pomodoro di Sorrento detto anche “cuore di bue”, coltivazione tradizionale di tutti i comuni della costiera ed in particolare di Sant’Agnello e Piano di Sorrento, è un pomodoro di grossa pezzatura dalla forma rotondeggiante: di colore rosso chiaro tendente al rosa con sfumature verdi alla raccolta. Ha una polpa deliziosa, carnosa e compatta dal sapore dolce e delicato.

Giovedì, 26 Marzo 2015 23:15

il Nudo Napoletano

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nudo napoletanoUn saluto ai nostri cari amici e follower #enogastronauti, oggi vi parliamo del Nudo Napoletano che per chi non lo conoscesse, trattasi di uno dei "sette peccati capitali"...in questo caso...di gola. Ebbene si, difficile non perdersi in una di queste prelibatezze.

I nudi napoletani sono un particolare tipo di cioccolatini, ripieni di rum o grappa, ma anche acquavite o cognac. Infatti il liquore è il vero cuore del loro aroma. E' una nuova griffe di cioccolatini, ideata da Gianni Borreca, sommelier di via Caravaggio. Le varietà vanno dal "Nudo al Rum" fatto con cru di cacao Cuba 70% o quello al brandy invecchiato di vent' anni, passando per il "Nudo Blend 58%" ossia un fondente extra con granella tostata e il "Nudo Tanzania" ricco e aggressivo fatto con gran cru della varietà omonima. Tutti artigianali e confezionati in scatole eleganti.

Insomma, per ora sono poche le informazioni in nostro possesso ma ci auguriamo di avere la possibilità di scoprire qualcosa di più in merito e condividerla con voi.

Se avete gradito le nostre segnalazioni diffondete il messaggio sui social e condividete con i vostri amici. Grazie per averci visitato e tornate a trovarci presto per conoscere le ultime novità enogastronomiche in Campania
Mercoledì, 18 Febbraio 2015 22:53

Il Babà Napoletano

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La leggenda racconta che un giorno Stanislao, re della Polonia, amante dei dolci e dei liquori, si accorse di avere una gran voglia di un buon dolce. Di qualcosa di veramente speciale. Perciò, quando il suo maggiordomo gli piazzò sotto il naso l’ennesima porzione di kugelhopf, l’allontanò rabbioso. Poi, impadronitosi del piatto che il servitore teneva timoroso fra le mani, lo scagliò lontano da sé.

Il piatto terminò la sua corsa contro la bottiglia di rhum posata sulla tavola e la rovesciò. Prima che qualcuno potesse intervenire a risollevarla, il liquore aveva completamente inzuppato il kugelhopf. Sotto gli occhi ancora corrucciati di Stanislao ebbe luogo una straordinaria metamorfosi: la pasta lievitata dell’insipido, giallastro dolce lorenese assunse rapidamente una calda tonalità ambrata. Un profumo inebriante cominciò a diffondersi tutt’intorno. Il caso aveva creato il babà.

Il Babà napoletano

Da quel momento in poi, Stanislao pretese sempre di avere il kugelhopf imbevuto di rhum. A quel nuovo dolce, tuttavia, mancava il nome.
Qualche anno dopo, Brillat-Savarin inventò il babà-savarin, un dolce a forma di ciambella, al cui centro s’immergeva la frutta. Eliminò l’uvetta, aggiunse il burro e una spennellata di marmellata di albicocche per conservare la bagna più a lungo, e fu così che Alì Babà perse le ali e divenne semplicemente… il babà.

Il babà come dolce tipico napoletano comparve per la prima volta in un trattato culinario nel 1836, citato nel primo manuale di cucina italiana scritto dal celebre Angeletti, cuoco di Maria Luigia, duchessa di Parma. Da allora si diffuse rapidamente nella città partenopea fino a diventare, nel Novecento, uno dei capisaldi della pasticceria napoletana sia come dolce delle feste sia come dolce da passeggio.
Questo squisito dessert è entrato profondamente nel cuore e nella cultura di Napoli ed è diventato uno dei dolci più diffusi nella città partenopea.

il Babà Napoletano

Ricetta

Ingredienti:

  • 300 gr. di farina 100 di burro
  • un cucchiaio di zucchero 5 uova intere
  • un pizzico di sale 40 gr. di lievito di birra
  • Sciroppo: mezzo litro di acqua 300 gr. di zucchero
  • 200 gr. di rhum buccia di limone e arancia

 

Preparazione

  • Versare sul tavolo solo 100 gr. di farina, il lievito fatto sciogliere precedentemente in una tazzina d' acqua tiepida, un pizzico di sale e impastare con energia.
  • Appena l'impasto risulterà morbido e soffice porlo in un canovaccio infarinato sotto una coperta. Dopo circa 10 - 12 minuti controllare se la crescita è avvenuta e porlo su di un tavolo.
  • Aggiungere al preparato i rimanenti 200gr. di farina, il burro, lo zucchero e le uova una alla volta. Il composto si attaccherà al palmo delle mani e questo sarà il momento per lavorarlo in poche parole a <<ceffoni>>.
  • Se si vuole ottenere un buon risultato si deve lavorare per parecchio tempo.
  • A parte ungere una teglia di circa 10 - 13 cm. con del burro e con della farina e metterci dentro il composto avendo cura di stenderlo bene con le mani tutt'intorno.
  • Farlo nuovamente crescere sotto una coperta per circa una mezz'oretta e infornare. Appena il babà avrà preso un colore marroncino spegnere il forno e fare asciugare.
  • Far bollire in una casseruola mezzo litro d'acqua, i 300 gr. di zucchero e una buccia di limone. Quando il tutto sarà raffreddato versare il rhum e girare un per un po'.
  • Estrarre il babà dal forno e a cucchiaiate versarvi sopra lo sciroppo, quando ne avrà assorbito una bella parte capovolgerlo e ripetere l'operazione dall'altra parte.
 
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